Ci era mancato assai l'anno scorso, primo anno dopo innumerevoli in cui la mia vita scorreva regolare e senza troppi sconvolgimenti orari e Ginetto aveva saltato il turno. Niente Ginetto per tutto il 2010, il clima non lo aggradava e io mi ero quasi preoccupata. Che fosse la fine di un'epoca?
Sono bastati 4 giorni di alternanza di turni 7-15 o 15-23 a sballare completamente il mio orologio biologico e a rendere favorevole un nuovo insediamento.
Si sa, le ore che seguono le 21 non mi sono congeniali all'attività cerebrale, e trovarsi alle 23 sommersa di bolle e fatture e calcoli di far tornare prima che il sonno vinca la battaglia, non è una cosa sana per il mio fragile organismo. Aggiungiamoci pure la temperatura polare in cui sono costretta a lavorare, che la sera si aggrava in un turbinio di spifferi da far battere i denti e che i miei poveri piedi, martoriati nelle decolletè a cui non sono abituati, malsopportano gridando vendetta e avremo il perché ieri mattina, mio primo giorno libero, mi sono svegliata con il Ginetto più robusto e vigoroso della mia storia.
Il mio primo stipendio sarà interamente devoluto all'acquisto di una quantità industriali di Herpes Patch Compeed, dal momento che costano un occhio della testa e che non me ne bastano tre insieme per coprire lo scempio sul mio volto. Senza contare che soffro enormemente il momento acuto di massima purulenza.
Il primo che oggi mi dice qualcosa in proposito riceverà in omaggio la maledizione dell'herpes imperituro, e non solo labialis.